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Il regolamento CLP

22-09-2018 21:08 - News Generiche
Avrete sicuramente notato che a partire dal 2015 è entrato in vigore in tutta Europa il nuovo regolamento CLP/GHS.

Come ci si può essere accorti di questo cambiamento?
Il modo più semplice è quello dell'entrata in vigore di tutta una nuova simbologia riguardante le avvertenze che si possono leggere sulle confezioni di prodotti chimici.

Siamo certi che tutti sappiano il significato della sigla CLP /GHS?
Il CLP ( Classification and Labeling and Packaging) è il regolamento che definisce i nuovi criteri per la classificazione, l'etichettatura e il confezionamento di sostanze chimiche e miscele. Questo regolamento allinea le normative europee al sistema mondiale GHS ( Globally Harmonised System).
L'obiettivo del regolamento è facilitare la libera circolazione, all'interno dell'Unione Europea, delle sostanze, delle miscele e degli articoli nonché garantire un elevato livello di protezione della salute dell'uomo e dell'ambiente. Tutti gli stati membri l'hanno adottato, Regno Unito compreso.
In particolare, il regolamento CLP, introduce nuovi criteri di classificazione, che individuano precisamente le sostanze e i pericoli connessi, da comunicare attraverso indicazioni e pittogrammi standard riportati sulle etichette e nelle schede di dati di sicurezza.
Il sistema GHS identifica i rischi chimici di ogni categoria di prodotto e si occpua di informare gli utilizzatori mediante simboli e frasi standard riportate sull'etichetta e sulla scheda di sicurezza (SDS) delle singole sostanze o miscele.

Quindi cosa è cambiato rispetto a prima?
Di certo sono cambiati i simboli. Nuova grafica nuova classificazione. Inoltre le vecchie Frasi R & S ( Risk & Safety) sono state sostituite dalle Indicazioni di pericolo e i Consigli di prudenza H & P ( Hazard & Precautionary)

Conosciamo i simboli di pericolo?
La domanda non è peregrina visto che tra il 2010 e il 2015 essi sono cambiati gradualmente per renderli uguali in tutta Europa. Oggi per i rischi derivanti da prodotti chimici, sostanze e miscele, esistono i simboli di rischio chimico, o pittogrammi di pericolo, o semplicemente simboli di pericolo.
Questi simboli servono a informare dei tipi di pericoli legati all'uso, alla manipolazione, al trasporto e alla conservazione di prodotti chimici pericolosi. Prima erano di colore nero in un quadrato arancione incorniciato di nero, oggi invece sono inseriti in una cornice romboidale rossa.

I nuovi criteri nella classificazione dei rischi, e i nuovi simboli di pericolo, sono stati introdotti con il Regolamento CE 1272/2008 che ha sostituito l'Allegato II della Direttiva 67/548/CEE.
Con obbligo a decorrere dal 1° dicembre 2010 per le 'sostanze' e dal 1° giugno 2015 per le 'miscele'.

Simboli di pericolo o pittogrammi di pericolo

Esplosivo:

Denominazione GHS01: indica sostanze o preparazioni che possono esplodere per una una scintilla o estremamente sensibili agli urti o allo sfregamento. Vanno evitati fiamme, fonti di calore, scuotimenti e sfregamenti.
Esempio: nitroglicerina.


Corrosivo.
Denominazione GHS05: indica prodotti chimici che causano la distruzione di tessuti viventi o attrezzature. Vanno evitati l’inalazione e il contatto con occhi, pelle e abiti.
Esempio: acido solforico.



Infiammabile.
Denominazione GHS02: indica tutti i prodotti e le preparazioni che possono surriscaldarsi e infiammarsi al contatto con sorgenti di innesco ma anche al contatto con acqua e aria. Va evitato il contatto con materiali, acqua e aria.
Esempi: benzene (infiammabile), idrogeno (estremamente infiammabile).



Tossico acuto.
Denominazione GHS06: sostanze o preparazioni che per inalazione, ingestione o penetrazione nella pelle provocano rischi gravi, acuti o cronici e anche la morte. Va evitato il contatto con il corpo.
Esempio: cianuro.



Gravi effetti.
Denominazione GHS08: sostanze o preparazioni che per inalazione, ingestione o assorbimento attraverso la pelle provocano rischi estremamente gravi, acuti o cronici e facilmente la morte. Vanno evitati il contatto e un’esposizione ripetitiva anche a basse concentrazioni. Esempio: metanolo.



Ossidante.
Denominazione GHS03: prodotti che, reagendo con altre sostanze, possono facilmente ossidarsi o liberare ossigeno, aggravando incendi di sostanze combustibili. Va evitato il contatto con materiali combustibili. Esempio: ossigeno.



Irritante Nocivo.
Denominazione GHS07: sostanze o preparazioni non corrosive che al contatto immediato o prolungato con la pelle possono provocare un’azione irritante oppure reazioni allergiche. I vapori non devono essere inalati e il contatto con la pelle va evitato.
Esempi: carbonato di calcio.



Gas sotto pressione.
Denominazione GHS04: questo simbolo di pericolo, che non esisteva nella precedente classificazione, indica bombole o altri contenitori di gas sotto pressione, disciolti, liquefatti, compressi o refrigerati. Il simbolo prescrive cautela nel trasportare e manipolare.
Esempio: acetilene.



Pericoloso per l’ambiente.
Denominazione GHS09. Segnala che il contatto con l’ambiente di q ueste sostanze e preparazioni provoca danni all’ecosistema (flora, fauna, acqua, aria …) nel breve e nel lungo periodo. Queste sostanze non devono essere disperse nell’ambiente.
Esempio: ipoclorito di sodio.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da siti specializzati presenti in rete, riviste di settore. Successivamente sono state rieditate, implementate e nuovamente pubblicate al solo scopo informativo.

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